Stallo del Peso: Cause e Perché Succede nel Dimagrimento

Lo stallo del peso è una fase in cui la bilancia si ferma anche se stai ancora seguendo dieta e allenamento, ed è un fenomeno normale legato a adattamenti metabolici, ormonali e comportamentali.

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Cos’è lo stallo del peso

Lo stallo del peso (weight loss plateau) è il momento in cui, dopo una fase iniziale di dimagrimento rapido, il calo si arresta o rallenta drasticamente per settimane.[web:2][web:9] Può capitare sia con diete ipocaloriche “fai da te” sia con percorsi strutturati, e non significa che “il metabolismo si è rotto”, ma che il corpo si è adattato al nuovo regime.

Perché il peso cala all’inizio

Nelle prime settimane il corpo usa le riserve di glicogeno nei muscoli e nel fegato; ogni grammo di glicogeno lega acqua, quindi si perde rapidamente liquidi oltre che grasso.[web:2] Questo crea l’illusione di un dimagrimento veloce e lineare, ma quando le riserve si stabilizzano il calo rallenta fisiologicamente.

Adattamento metabolico e massa muscolare

Con una dieta ipocalorica prolungata il dispendio energetico si riduce: il corpo consuma meno, sia a riposo (metabolismo basale più basso) sia nei movimenti quotidiani.[web:5] Se la dieta è troppo restrittiva o manca allenamento di forza, si perde massa muscolare, che è un tessuto metabolicamente attivo e la sua riduzione abbassa ulteriormente il consumo calorico.

Fattori ormonali e stress

Diete drastiche, scarso sonno e stress cronico innalzano il cortisolo, ormone che favorisce accumulo di grasso addominale e peggiora la sensibilità all’insulina, ostacolando il dimagrimento.Squilibri come ipotiroidismo o insulino-resistenza possono amplificare lo stallo, perché rallentano i processi metabolici e alterano la gestione di zuccheri e grassi.

Errori comportamentali che bloccano il calo

Spesso lo stallo è legato a dettagli quotidiani: porzioni che aumentano nel tempo, spuntini “invisibili”, condimenti non conteggiati e minore aderenza alla dieta rispetto all’inizio. A ciò si sommano calo della NEAT (ci si muove meno senza accorgersene) e allenamenti poco strutturati o non costanti, che riducono il deficit calorico reale.

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